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| 11-01-2010 |
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| Tecnologie UV e Ozono nel trattamento acque |
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| Il volume edito da BE-MA Editrice e ITT Water & Wastewater approfondisce le caratteristiche e le possibilità applicative del trattamento acque con queste due tecnologie |
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È stato recentemente pubblicato, da BE-MA Editrice, in collaborazione con ITT Water & Wastewater il libro “UV e Ozono – Tecnologie per la depurazione senza additivi chimici”.
L’argomento trattato è di grande attualità e ha lo scopo di chiarire le caratteristiche e le possibilità applicative del trattamento delle acque con queste due tecnologie che, seppure non sono una novità assoluta per gli operatori del settore, solo oggi cominciano ad essere di uso comune negli impianti di trattamento delle acque.
Il libro tenta di coprire una lacuna in quanto non esiste una vasta bibliografia in lingua italiana accessibile a tutti. Non si tratta però di un trattato scientifico sull’argomento ma vuole essere solo una guida organica per aiutare nella comprensione dei meccanismi di produzione di UV ed ozono e nelle loro tipologie applicative, con esempi e fotografie di impianti già realizzati.
Azienda promotrice dell’iniziativa, e principale fonte delle informazioni contenute nel volume, è ITT Water & Wastewater Italia, che con il suo marchio Wedeco, da anni opera nel settore del trattamento delle acque con queste due tecnologie.
Obiettivo questo manuale è di costituire un primo livello di accesso e comprensione sia dei meccanismi fisici di generazione della radiazione UV e della produzione di Ozono, sia ai meccanismi chimico-fisici che rendono queste due tecnologie estremamente interessanti nel trattamento delle acque per la disinfezione e la riduzione degli inquinanti senza utilizzare additivi chimici.
Come è noto la radiazione UV, opportunamente dosata, permette la inattivazione del processo di replicazione dei microrganismi. Il suo impiego negli impianti di potabilizzazione delle acque, abbatte drasticamente la necessità di aggiungere cloro, evitando così il cattivo sapore dell’acqua e i sottoprodotti chimici residui. A valle degli impianti di trattamento dei reflui, la disinfezione con UV permette il rispetto delle normative nei confronti della contaminazione batterica sia in caso di riutilizzo irriguo sia nel caso dello sversamento in un corpo idrico recettore.
Discorso più complesso invece per l’impiego dell’ozono, che è uno degli ossidanti più potenti in natura e può essere impiegato sia per la disinfezione delle acque sia in una vasta gamma di trattamenti fisico-chimici nei processi di trattamento delle acque. Oltre a favorire in modo significativo alcune delle fasi “classiche” del trattamento dei reflui (es. la flocculazione, riduzione di colore/odori/sapore, eliminazione di ferro e manganese, ecc), l’ozono si rivela molto efficace anche per la riduzione di sostanze endocrine, di tensioattivi, fenoli ed altre sostanze che i trattamenti convenzionali non riescono a controllare efficacemente se non con l’impiego di additivi chimici specifici.
Particolarmente interessante è anche l’uso dell’ozono nella riduzione dei fanghi, sottoprodotto degli impianti di trattamento dei reflui che deve essere smaltito e che costituisce, dal punto di vista dei costi, una voce rilevante dei costi gestionali. Trattando tali fanghi con ozono si ha una significativa riduzione della massa di fango da smaltire (fino al 70-80%) con un significativi contenimenti dei costi.
Completano l’opera delle note sulle linee guida per una valutazione economica dei vari tipi di impianto ed una panoramica delle leggi che regolano in Italia la problematica del trattamento delle acque.
E’ possibile richiedere il manuale alla più vicina filiale ITT Water & Wastewater o scaricarlo direttamente dall’”Angolo del tecnico” del sito internet della società:
http://www.ittwww.it/3008834.pdf
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| Archivio : da 81 a 90 tra 319 trovati |
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| Archivio : da 81 a 90 tra 319 trovati |
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