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Andrea Siniscalco
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Greenvision Ambiente |
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In quale direzione si sta orientando la ricerca sulle geotecnologie finalizzate ad ottimizzare le caratteristiche del terreno?
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Ritengo utile per il lettore definire meglio il tema e fornire uno schema di lettura:
Dall'ovvietà che - sin dalle origini - l'uomo interagisce con la Terra, un "organismo" in continua e naturale evoluzione, deriva che:
a) le costruzioni dell'uomo sono sempre "immerse" nel terreno;
b) a prescindere dalle sue Costruzioni, l'uomo - quando non vola o nuota - vive comunque a contatto con la Terra, non sasso amorfo, bensì giovane corpo celeste, vivo e mutevole.
Bene, detto questo, pensiamo a come negli ultimi secoli, decenni o mesi, si sono evolute le tecnologie più avanzate: dall'elettronica, alla bionica, alle nanotecnologie...
Per contro, costruiamo strade, argini, terrazzamenti come 2.000 anni fa e case come cento anni fa. O quasi.
Alla base di tutto, il Terreno: Principe dei materiali da costruzione, ed il Legno: incontrastato Re dei materiali strutturali per le costruzioni civili.
Le "Geotecnologie... (parolona..!)" rappresentano lo sforzo dell'uomo per colmare questa lacuna, innovando, migliorando sotto tutti i profili, la sicurezza, la longevità, la qualità, il “prezzo ambientale pagato” per la vita dell'Uomo sulla Terra ed il costo delle sue Costruzioni Civili.
Ne consegue un altrettanto ovvio orientamento a ricercare "Tecnologie", con attenzione a tutta la filiera del processo:
-identificazione problema à modello risolutivo à prodotti e servizi richiesti à tecnologia di processi produttivi à tecnologia di processi applicativi,
- che, nel suo insieme, rappresenti - per ogni caso specifico - il "miglior modello ingegneristico", cioè quel modello che risponde ai requisiti fondamentali:
1. minimizzare il costo ambientale e sociale;
2. ottimizzare il rapporto performace/cost;
3. essere flessibile, segmentabile, ripetibile;
4. creare socialmente (e, perché no?, anche per l'impresa che lo propone) un valore aggiunto.
(L'ordine non è casuale: per esempio, in una visione di un decennio fa, il primo punto era all'ultimo posto).
In questo senso Greenvision Ambiente, come altri operatori, ricerca l'eccellenza in nuove soluzioni: ingegnerizzazione, business model, ed ancora, materiali compositi, impatto ambientale zero, prestazioni, durabilità, qualità, uso di materie prime ed energie rinnovabili.
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Oggi l’alto contenuto tecnologico consente la realizzazione di impianti efficienti, in grado di coniugare leggerezza, affidabilità e durata: quali sono gli elementi principali che influenzano la scelta di un elemento rispetto a un altro?
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Dipende dalle esigenze del committente: c’è chi preferisce contenere i prezzi, e allora si affida a prodotti in plastica o in cemento, e chi invece vuole un prodotto che duri nel tempo. Per esempio, in Italia i canali di drenaggio realizzati in cemento tradizionale sono la metà di quelli presenti sul mercato, mentre all’estero rappresentano solo il 5%; segno che nel nostro paese si privilegiano ancora le politiche di prezzo a scapito dell’attenzione verso la qualità.
Compasso per i suoi canali di drenaggio lineare utilizza il Cls polimerico che, per le caratteristiche di durezza, impermeabilità, resistenza al gelo e leggerezza, fondamentale per l’installazione dei prodotti, rende i canali maneggevoli, rapidissimi nello smaltimento delle acque e ideali per durare nel tempo.
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