Renzo Smaila - Uretek  
In quale direzione si sta orientando il mercato dei sistemi di consolidamento dei terreni?
Attualmente la maggior parte degli operatori nel campo dei sistemi di consolidamento dei terreni continua ad utilizzare le tecnologie tradizionali, soprattutto sottofondazioni e pali. Una parte del mercato si sta orientando sempre di più verso l’utilizzo delle resine espandenti, un campo relativamente nuovo. Negli ultimi 10 anni le resine sono state utilizzate soprattutto come alternativa alle sottofondazioni e ai pali, nei confronti dei quali presentano vantaggi e svantaggi. Un passo molto importante è stato effettuato di recente, con l’introduzione di un modello di calcolo per gli interventi di consolidamento del terreno con resine espandenti. Finora l’utilizzo delle resine era soprattutto empirico, attualmente è possibile per il professionista effettuare un progetto valutando la fattibilità dell’intervento e la quantità di resina necessaria per ottenere la resistenza del terreno voluta.  

Quali sono i principali elementi che contraddistinguono tra di loro le varie soluzioni di consolidamento dei terreni e quali quelle da non sottovalutare per la scelta?
Le tecnologie convenzionali più usate sono le sottofondazioni e i pali o i micropali. Queste soluzioni necessitano di lavorazioni accessorie come scavi, rimozioni di pavimenti, costruzioni di cordoli di collegamento e irrigidimenti delle fondazioni esistenti. Per i pali o i micropali è necessario utilizzare macchine operatrici di notevoli dimensioni ed inoltre le lavorazioni risultano piuttosto invasive. Il consolidamento con le resine espandenti quasi sempre può essere effettuato senza lavorazioni accessorie. L’esecuzione di un lavoro con le resine avviene in tempi molto rapidi, un piccolo intervento può essere eseguito in una giornata, e con una attrezzatura di perforazione manuale facilmente trasportabile. A favore dei micropali c’è la possibilità di applicazione nella maggior parte dei terreni e la possibilità di raggiungere elevate profondità. Le resine possono essere applicate a profondità limitata e solo a determinate tipologie di terreno. In particolare la tecnologia risulta di difficile applicazione in argille sensitive o con elevata frazione organica. I micropali o pali aumentano la rigidezza della fondazione, per cui generalmente l’intervento va esteso a tutto l’edificio per evitare disuniformità tra fondazione trattata e quella non trattata. Con le resine è possibile operare anche su parti limitate delle fondazioni dell’edificio, senza variare di molto la rigidezza del terreno di fondazione e mantenendo le stesse modalità di trasmissione delle tensioni. L’intervento con le resine se necessario può essere ripetuto. Generalmente il costo di un lavoro con le resine è inferiore a quello eseguito con metodi convenzionali.  

 

marzo 2007