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Il rumore, soprattutto quello determinato dal traffico veicolare e ferroviario, rappresenta un problema critico per l’impatto che questo esercita sull’ambiente circostante. Nel fronteggiare questo fenomeno, oltre a intervenire sulla sorgente stessa del rumore, ad esempio riducendo la velocità dei veicoli nell’attraversamento delle aree più densamente abitate, o sull’isolamento acustico delle facciate degli edifici maggiormente esposte, un’opzione oggi di notevole efficacia consiste nella predisposizione di schermature o barriere antirumore, ovvero ostacoli fisici opportunamente dimensionati e posizionati in modo da intervenire sulla propagazione delle onde sonore e creare in questo modo aree protette dalla loro azione.
Accanto a un dettagliato studio delle caratteristiche acustiche del sito, per i quale esistono numerosi riferimenti scientifici e normativi, la corretta progettazione delle barriere antirumore presuppone una serie di valutazioni inerenti molteplici aspetti che, una volta coordinati unitariamente, costituiscono i cardini di efficacia della strategia di contenimento del rumore. Tra questi spiccano, innanzitutto, la scelta dei materiali costitutivi, che deve obbedire sia a esigenze di carattere prestazionale sia estetiche, per consentirne un armonioso inserimento in ambiente; da non sottovalutare sono anche le relative caratteristiche di durabilità sia dei materiali strutturali che dei rivestimenti protettivi, tanto più importanti quanto più il contesto di inserimento risulta aggressivo, come tipicamente avviene per le arterie di traffico automobilistico e le linee ferroviarie. Individuate le possibili opzioni, il dimensionamento e il calcolo strutturale delle barriere deve considerare sia i carichi statici della barriera (peso proprio della struttura e degli elementi), compresi quelli accidentali ( dovuti ad esempio alla neve), che i carichi dinamici, come la pressione del vento o quella dovuta al passaggio di veicoli o convogli ferroviari e gli eventuali urti. La struttura così realizzata deve ovviamente offrire adeguate garanzie sotto il profilo della sicurezza, sia in rapporto alle tipologie di materiali utilizzati che in relazione al suo comportamento una volta in esercizio. Dato il carattere permanente di tali opere, un particolare rilievo assume la loro manutenibilità, che deve essere garantita sia attraverso una agevole accessibilità dei manufatti, sia ove possibile utilizzando componenti modulari facilmente ispezionabili ed eventualmente sostituibili; tutto ciò all’interno di una programmazione delle attività di manutenzione finalizzata a mantenere l’opera sempre in condizioni di efficienza ottimali.
Grazie anche alla presenza sul mercato di una serie di aziende altamente specializzate nella produzione di elementi e componenti, le opzioni disponibili per la realizzazione di una barriera antirumore sono assai numerose, tanto sotto il profilo dei materiali utilizzabili che per le possibili reciproche combinazioni degli stessi.
Fra le tipologie di più comune diffusione possono essere citate:
- i pannelli in doppia lamiera metallica di alluminio o acciaio, fra i quali è interposto uno strato di materiale fonoassorbente;
- i pannelli in legno, che all’efficacia fonoassorbente accoppiano un gradevole aspetto estetico che ne facilita l’inserimento anche in contesti sensibili dal punto di vista paesaggistico;
- i pannelli in calcestruzzo armato, eventualmente accoppiati con pannelli fonoassorbenti in materiali alleggeriti o porosi come l’argilla espansa, la pomice, il legno-cemento; variante assimilabile dal punto di vista tipologico è quella dei pannelli in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa;
- i pannelli in materiali sintetici come il poliestere rinforzato, il policarbonato o il polimetilmetacrilato, che offrono in più la caratteristica della trasparenza o semitrasparenza, potenzialmente vantaggiosa in alcuni contesti;
- le barriere in muratura, generalmente costituite da blocchi prefabbricati in calcestruzzo o in laterizio, la cui efficacia può essere esaltata dalla presenza all’interno degli elementi di cavità risonanti fonoassorbenti.
Accanto a queste soluzioni, caratterizzate da un alto livello di industrializzazione, esistono alternative “naturali”, pur se parzialmente realizzate con elementi predisposti, come nel caso delle barriere vegetali realizzate con strutture portanti in legno, calcestruzzo, metallo o plastica riciclata assemblati in modo da ospitare una successiva piantumazione o inerbimento. Affini dal punto di vista tipologico sono anche le barriere antirumore costituite da terrapieni e terre armate, anch’esse in genere integrate con essenze vegetali.
La scelta fra queste alternative è funzione di svariate valutazioni, alcune delle quali possono di volta in volta essere privilegiate al fine di soddisfare specifiche esigenze che caratterizzano il sito di collocazione; necessità di limitare l’impatto ambientale dei manufatti, connotazione del paesaggio urbano, creazione di elementi che sino al tempo stesso funzionali e d’immagine sono altrettanti esempi di istanze che possono influenzare in un senso o nell’altro la scelta della soluzione e le sue modalità di inserimento.
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6 marzo 2007 |
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Sistemi di drenaggio, di aerazione e d’illuminazione; malte e additivi.
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Tecnologie per il drenaggio, tubazioni e acces., canali di scolo.
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Impianti trattamento acque, vasche e pannelli prefabbricati in c.a.v.
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Geosintetici per drenaggio, geostuoie, geotessili, geogriglie, tubazioni drenanti.
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Tecniche di consolidamento dei terreni con resine espandenti e sollevamento pavimentazione.
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Membrana di protezione e drenaggio, lastre ondulate per coperture, teli protettivi sottotetto.
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Prodotti speciali per il restauro, il risanamento, l’impermeabilizzazione e la manutenzione degli edifici civili, industriali, d’epoca e monumentali.
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Barriere acustiche.
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Associazione Ingegneri per l'Ambiente e il Territorio.
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Associazione delle imprese di impermeabilizzazione italiane.
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Water treatment association.
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